Raystars il duo formidabile si racconta

Diamo oggi il benvenuto a Raystars, esecutore poliedrico che sta raccogliendo consensi crescenti nel pubblico italiano. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro WWYH (Why Were You Here), condividiamo con piacere l’intervista a Raystars, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita, Raystars si aprirà a noi con quelle che sono le esperienze, come con Sorry Mom, le collaborazioni, il loro successo con Chasing Just Me, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Raystars!

Com’è nata la passione per la musica? 

La passione per la musica c’è sempre stata. Entrambi siamo cresciuti col desiderio di comunicare il nostro mondo attraverso la musica, ed è per questo che, pur venendo da due mondi diversi, abbiamo deciso, dopo esserci conosciuti, di intraprendere questo percorso insieme. 

Cosa significa e com’è nato il nome RAYSTARS e il suo sound? 

Eravamo entrambi convinti che il nostro nome dovesse aver a che fare con le stelle. Facendo un po’ di ricerche online abbiamo scoperto l’esistenza delle X-Ray Binary Stars, delle stelle binarie che si bilanciano e sono in co-dipendenza: entrambi i corpi celesti sono pianeta per se stesso e stella per l’altro.

Ci è subito piaciuta l’idea di bilanciamento tra due figure e, togliendo le parole “X” e “Binary” che sono troppo tecniche, è rimasto Raystars.

Come è stato concepito il lavoro WWYH (Why Were You Here)? 

WWYH è nata in un momento particolare. Avevamo già buttato giù una demo acustica del pezzo ma volevamo dargli qualcosa di più iconico. Così insieme al nostro produttore artistico abbiamo lavorato sui cori del ritornello, che simboleggiano la voglia di non voler ascoltare le scuse di chi ti fa star male. È un componimento con un testo sofferto ma che ricorda che a volte non tutte le nostre domande hanno una risposta.


E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà? 

Ogni track che scriviamo ha un’identità a sé. Nasce come singolo e si sviluppa come tale. Ma i nostri primi brani hanno dei tratti comuni e per questo forse alcuni li faremo confluire in un EP.


Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi? 

Come duo abbiamo iniziato nel 2019. Lavoravamo insieme e ci siamo avvicinati avendo gusti musicali molto simili. Purtroppo la pandemia ha rallentato tutto il comparto musicale e non ci ha permesso di esprimerci come volevamo. Abbiamo comunque continuato a scrivere e a lavorare alla nostra musica cercando di affinarci e migliorarci sempre di più.

Quali sono le influenze artistiche? 

I nostri principali punti di riferimento sono sicuramente Sigala, Lost Frequencies, Cheat Codes e i Chainsmokers per quanto riguarda i sound e gli stili. Cerchiamo anche di prendere spunto da sound e generi dance pop anni ’90.

Quali sono le collaborazioni musicali? 

Per adesso nei nostri brani non abbiamo ipotizzato nessuna collaborazione. Con questi primi singoli volevamo consolidare il nostro stile. Ma per il futuro non chiudiamo nessuna porta, anzi probabilmente ci saranno delle interessanti novità lato collaborazioni. Ma è ancora presto per parlarne.

E la collaborazione/i con SorryMom nel lavoro in promozione? 

Sorry Mom! è stata tra le prime a credere in noi e nel nostro asset. Sicuramente sono stati fondamentali nel nostro percorso di crescita in questa fase così complessa e confusa a livello mondiale per quanto riguarda la musica.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica? 

Secondo noi la musica deve essere evasione, è quel qualcosa in cui ti rifugi quando nei hai più bisogno, ma soprattutto deve dare forza per affrontare i problemi e vivere con più spensieratezza.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi? 

I live purtroppo sono una cosa che ci manca molto. Lanciare il primo singolo durante un semi-lockdown non ti permette di organizzare e partecipare a quegli eventi utili per la promozione e la condivisione del singolo. Non vediamo l’ora di poter sentire il calore del pubblico ad un live per tornare a condividere la nostra musica in maniera più diretta e più spontanea.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti? 

La scena italiana sta cambiando molto negli ultimi anni. Sempre più contaminazioni anglofone e straniere modificano testi e sound degli artisti più giovani. La domanda vera è se questa wave internazionale si consoliderà a tutti i livelli e renderà di nuovo l’Italia un paese appetibile all’estero o se è solo una moda passeggera.

Secondo noi c’è sicuramente tanto spazio per provare e sperimentare, senza dover necessariamente rimanere nei canoni della musica e della società italiana degli ultimi 30 anni.

Oltre al lavoro in promozione quale altro componimento ci consigliate di ascoltare? 

Sicuramente il nostro primo singolo Chasing Just Me. Una track che per noi ha significato tantissimo, che ci ha unito e che ci lanciato nel mondo della musica. 

Come stai vivendo da esecutore e persona questo periodo del covid-19? 

Il covid è stato un periodo davvero difficile. Per qualunque musicista o esecutore, ma ancor di più per tutti quelli che volevano iniziare un asset musicale da zero, soprattutto per noi che proponiamo un prodotto musicale che, se fatto da italiani, qui da noi ancora non è ben visto. 

Quali sono i programmi futuri? 

Per il futuro vogliamo continuare a crescere con la nostra musica a proporre sempre di più un’idea chiara del nostro asset tramite i prossimi singoli che abbiamo in cantiere, provando ad affermarci nella scena nu-disco.


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