Nudi in spiaggia… con gli ERA505

Con grande gioia diamo il benvenuto al duo era505, formazione poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro Nudi in spiaggia, leggiamo con curiosità l’intervista alla band era505, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita dei componenti, la formazione era505 si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, tra le più importanti come quelle con nextpress.it, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto agli era505!

Com’è nata la vostra passione per la musica?

La passione per la musica è nata con noi, e quando ci siamo conosciuti a 13 anni, dopo aver scoperto la nostra reciproca idea musicale, abbiamo deciso di iniziare a scrivere insieme.

Cosa significa e com’è nato il nome era505 e il suo sound?

Il significato di “era” è nato dal tempo che abbiamo trascorso insieme, il “505” nasce da un nostro gioco di mettere “sos” alla fine delle parole, che abbiamo convertito in 505. Il nostro sound è un misto di urban rap, indie pop fino quasi a territori dance.

Come è stato concepito il singolo “Nudi in spiaggia?

Nudi in Spiaggia è nato con la voglia di raccontare un viaggio, e si è evoluto nel processo di scrittura in un viaggio che porta alla liberazione dalla società, fino ad arrivare appunto, nudi in spiaggia, come simbolo della liberazione.

E com’è nato il suo videoclip?

ll videoclip di “Nudi in Spiaggia” nasce in un bar del Pigneto (un noto quartiere di Roma NdA), cercando di rappresentare attraverso le immagini quello che avevamo scritto. I manichini rappresentano l’indifferenza che si può nascondere dietro le amicizie.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Questo è l’esordio di era505, ma prima di creare questo gruppo abbiamo pubblicato dei singoli più acerbi sotto il nome di Zenit&Offman.

Quali sono le vostre influenze artistiche?

Le nostre influenze artistiche originali che ci hanno cresciuto nella prima adolescenza, vengono dal rap underground, come per esempio: Colle Der Fomento, Noyz Narcos, Cor Veleno, Saga Er secco, Er costa, Matt Er Negretto, Claver Gold, Mezzosangue. Successivamente ci siamo spostati musicalmente su sonorità più variegate e tra i gruppi/cantanti che ci hanno influenzato di più ci sono: Radiohead, Red Hot Chili Peppers, Fabrizio De Andrè, Michael Jackson, XXXtentacion, JuiceWRLD, Lil Peep, Venditti, $uicideBoys, Sofiane.

Quali sono le collaborazioni musicali?

Per adesso abbiamo collaborato con st.omar, nome d’arte di Tommaso Rita, il produttore che ci ha seguito nella produzione del nostro singolo. Per il futuro non escludiamo nulla, anche al di là di qualsiasi genere musicale.

E la collaborazione con l’etichetta Mistress nel lavoro in promozione?

Il nostro rapporto con loro è una sorta di coaching, li sentiamo costantemente e riflettiamo insieme sulle nuove uscite, sui brani e anche su come portarli a un livello superiore. Noi siamo i primi imprenditori di noi stessi, al posto dell’etichetta, siamo noi che ci occupiamo della comunicazione e di tutto il resto. Un po’ differente dal solito ma ci troviamo bene.

Quali sono i contenuti che volete trasmettere attraverso la musica?

Sicuramente passione e libertà sono i valori che ci contraddistinguo maggiormente. Poi magari crescendo sia come età, sia come esperienza musicale non escludiamo dei cambiamenti in tal senso.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

A livello di live abbiamo poca esperienza, ci è capitato di aprire due serate di Francesco Kento, e di suonare il 25 aprile in un evento nel quartiere Pigneto.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana? E cosa cambiereste/migliorereste?

Noi pensiamo che la scena italiana sia ricca di artisti validi e non è assolutamente vero, come viene definita da molti, priva di artisti validi. Troviamo però esasperante la ripetitività delle tematiche di strada, riportate nel medesimo modo, a livello di suono e immagine, da tantissimi artisti.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

I nostri vecchi lavori, un po’ acerbi, sotto il nome di Zenit&Offman, in particolare “Volevo Solo Dirti” e “Falling”. Oggi non ci rappresentano appieno, ma è pur vero che sono le basi del nostro percorso musicale e artistico.

Come state vivendo da artisti e persone questo periodo del covid-19?

Sembra stia finendo, le serate ricominciano, speriamo continui così. Per un musicista è indispensabile poter suonare dal vivo la propria musica, mantenere un rapporto diretto con il pubblico che non sia solo mediato dai social.

Quali sono i programmi futuri?

Il nostro unico scopo è quello di arrivare a più gente possibile attraverso la nostra idea. Ci riusciremo? Noi pensiamo di sì, ma non vi resta che seguirci e dirci che ne pensate…

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