Mitumme ci racconta i Supereroi

Una ragazza, una chitarra. Quanto basta per creare un sogno, che grazie al talento scrivono una strada dove le pietre miliari sono le note. Mitumme, cantautrice romana al secolo Alexandra Gamberale, ci svela di più della sua arte e dei suoi sogni. In costante produzione e raccolta di consensi, è attualmente impegnata nella promozione del nuovo lavoro “Supereroi“, di cui ci parlerà a breve, che sta riscuotendo successo in radio e sulle piattaforme di musica online. Ringraziamo Mitumme per la sua disponibilità e grande freschezza nell’aprirsi a noi con le sue simpatiche e interessanti storie, retroscena e approfondimenti.

Com’è nata la passione per la musica?

Penso di aver sempre avuto una passione per la musica, già da bambina volevo suonare la batteria perché avevo visto un rullante giocattolo appeso al soffitto in un negozio. Durante l’adolescenza poi andai in fissa con i Simple Plan e decisi di cominciare a suonare la chitarra.

 

Cosa significa e com’è nato il nome “Mitumme”?

Mitumme non significa nulla in realtà è un soprannome che mi sono data verso i due anni e fino alla scuola materna obbligavo tutti a chiamarmi Mitumme. Crescendo poi ho deciso che era un nome d’arte carino e un riferimento anche all’ inconscio e alla bambina che ero.

Come è stato concepito il singolo “Supereroi”?

Supereroi è nata dopo una banale serata in discoteca a bere vodka lemon. Ho scritto esattamente quello che ho vissuto e sentito, la stretta di mano e il fatto di sentirsi supereroi in due ma senza esserne consapevole al momento. Poi in questi tre anni in realtà si è evoluta molto, se sentissi di nuovo la primissima bozza non la riconoscerei.

E l’album da cui è estratto? Oppure è in cantiere un album che lo conterrà?

In realtà è il primo singolo che anticipa il prossimo album che è già finito, ho pubblicato Supereroi dopo aver concluso l’intero album proprio perché il tutto doveva avere in qualche modo un’unione come il precedente Aspettando Godot, vivo? in qualche modo è un concept album.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

Il percorso è stato tortuoso, ho suonato molto in giro per Roma e dintorni sia in locali che per strada ma essere artisti indipendenti al giorno d’oggi è quasi come essere invisibili e qua cito la mia collega Minaper che con questa frase ha detto tutto! 

Quali sono le influenze artistiche?

Ascolto davvero tantissima musica, sicuramente una delle più grandi influenze durante l’adolescenza sono stati i Simple Plan e i My chemical romance ma anche De Andrè e i Bluvertigo poi crescendo sono sempre andata a fasi, mesi ad ascoltare solo jazz, mesi ad ascoltare solo Bob Dylan ultimamente mi piace molto l’indie italiano e la musica elettronica in generale, impazzisco per l’Edm.

Quali sono le collaborazioni musicali?

Ho collaborato con moltissimi artisti indipendenti, in questo singolo Supereroi ho collaborato con Marco Puggini per esempio che ha suonato il clarinetto. La collaborazione nel mio modo di fare musica è fondamentale e infatti sono uscite e usciranno canzoni sia con Fabio Nardini che con Marco ma anche con Paw e Eldiablo con cui ho già collaborato in passato!

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Le mie canzoni spesso nascono da uno sconforto e in qualche modo vorrei trasmettere positività, è normale a volte non sentirsi all’altezza o non sentirsi adeguati. In Supereroi nel bridge dico proprio “ma in questo mondo spesso gli eroi sembran girare al contrario” proprio perchè a volte i veri eroi non sono quelli in tv famosi, ricchi o belli ma sono persone normali che girano per strada senza rendersi conto che la loro quotidianità è già una forma di eroicità. In oltre in Supereroi vorrei anche trasmettere la potenza dell’amore e di come in due ci si può sentire più forti quasi invincibili come veri supereroi, e tutti noi meritiamo una persona con la quale sentirci così.

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?

Di live ne ho fatti moltissimi, soprattutto open mic e devo dire che si mi manca moltissimo il contatto con il pubblico, poter parlare con le persone e incontrarne sempre di nuove. Non pensavo di essere una persona cosi socievole ma parlare di musica mi entusiasma sempre moltissimo!

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Penso che ci siano tantissimi artisti della scena italiana che hanno un talento enorme! Personalmente mi piace molto la musica italiana e sono molto fan dei Pinguini tattici nucleari, di Caparezza, Gazzelle, Achille Lauro ma anche di moltissimi artisti indipendenti e sconosciuti come me! L’unica cosa che migliorerei è la possibilità di farsi ascoltare un pochino di più, a volte è davvero dura farsi ascoltare perché come ho detto prima essere performer totalmente indipendente è quasi come essere invisibili. Le persone ovviamente si sentono rassicurate da volti noti e vanno più facilmente a cliccare su di un video di un performer che già conoscono! 

Oltre al lavoro in promozione quale altro pezzo ci consigliate di ascoltare?

Vi consiglierei di ascoltare il mio Ep precedente Aspettando Godot, vivo? e in particolare il pezzo La mia realtà.

Come stai vivendo da performer e persona questo periodo del covid-19?

A fasi alterne ma non mi lamento, la situazione è brutta e a volte vedere tutto questo dolore intorno mi rattrista molto ma personalmente ho la fortuna di fare sempre tantissime cose quindi mi sento realmente fortunata di aver avuto la possibilità di fare un album di cui andare fiera!

Quali sono i programmi futuri?

Sicuramente promuovere il più possibile Supereroi e pubblicare il prossimo album sperando possa essere apprezzato! 


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