Luca Anceschi, artista di cuore col rock nelle vene

Voce e background da paura, Luca Anceschi ci colpisce col suo nuovo pezzo “Hey Ma!“, pezzo intimo e rock che con grande ispirazione e tecnica è stato arrangiato e interpretato con empatia. Come ci racconterà l’performer, che ringraziamo per il piacere e l’onore di questo incontro, il pezzo è un tributo alla sua storia familiare ed è carico di emozioni. Così come anche le altre storie e vicissitudini, esperienze e grandi traguardi, Luca Anceschi è un grande performer di cuore e di talento che abbiamo l’onore di aver incontrato e di cui grande piacere leggiamo sue straordinarie storie!

Com’è nata la tua passione per la musica?

Innanzitutto vi ringrazio per lo spazio dedicatomi. Io volevo fare il calciatore e me la cavavo anche molto bene, devo dire ma un incidente in campo mi ha stroncato la carriera sul nascere. Ho dovuto subire un intervento ai legamenti di un ginocchio. Avevo in quel periodo fondato una band con degli amici per gioco e quando ho capito di non poter più giocare a calcio mi sono detto: “Vorrà dire che farò il performer”! Da gioco è diventata passione e poi un lavoro ed eccomi qui.

Come è stato concepito il singolo “Hey Ma!”?

Il pezzo è nato da un pensiero che mi porto dentro da quando ho dovuto affrontare la perdita prematura ed improvvisa di mia madre. In questa song esprimo il grande desiderio e rammarico per il fatto che le mie figlie e la loro nonna, non abbiano potuto avere la possibilità di conoscersi e viversi. 

E com’è nato il suo clip?

Il clip è nato quasi per gioco da una chiacchierata con un’amica, con la quale insieme ci siamo messi a rispolverare alcune foto della mia famiglia. Da lì è iniziato il montaggio e sempre più coinvolti l’abbiamo realizzato parola dopo parola. Non nascondo che la commozione è stata tanta. 

Hai un album in cantiere dopo questo tuo nuovo singolo?

Sto lavorando ad altre canzoni, l’idea è quella di far uscire almeno altri due singoli per avere abbastanza forza e credibilità da realizzare un album. 

Com’è stato il tuo percorso dall’esordio a oggi?

Vista l’età ci vorrebbe troppo tempo per raccontare il mio percorso fino a qui. Posso soltanto dire grazie alla musica, il concetto “la musica mi ha salvato” almeno per me, è reale. Da un gioco è diventata una passione poi un lavoro e anche un bagaglio di grandi soddisfazioni, portandomi ai primi posti delle classifiche con le mie canzoni e a collaborare con artisti importanti del panorama musicale nazionale ed internazionale. Oggi sono qui con questo singolo che rappresenta uno dei miei sogni e desideri più grandi, una song che parla di me al 100%.

 

Quali sono le tue influenze artistiche?

Oddio! Cerco di essere più personale possibile ma sono cresciuto ascoltando Led Zeppelin, Beatles, Whitesnake, ACDC, Motley Crue, Queen e tanti altri, arrivando ad amare band italiane come Rats, Negrita e Vasco. Questo è il genere che amo e che cercherò di fare sempre nel modo più personale possibile.

Parliamo delle collaborazioni musicali nella tua carriera.

Ho avuto la fortuna di collaborare in diversi modi con molti artisti, ho scritto canzoni e registrato dischi con Maurizio Solieri (Vasco), con il Gallo (Vasco), ho avuto band con Daniele Tedeschi (Vasco), con Davide De Voti (Vasco), ho aperto concerti dei Blues Brothers, Timoria, Baccini, Modà, Nomadi, Fabry Fibra e tanti altri.

E la collaborazione con?

Ho conosciuto Domenico in una serata alla quale partecipava anche Daniele Stefani di cui lui era il chitarrista, siamo diventati amici, a me piacciono le sue canzoni, mi piace come scrive ed abbiamo cominciato una collaborazione dalla quale è nato anche questo pezzo “Hey Ma!”

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Io scrivo e tramuto in musica pensieri ed emozioni che provo in prima persona, racconto spesso le mie storie. Ciò che sogno di lasciare ogni volta è di arrivare a più persone possibili emozionandole. 

Raccontaci delle tue esperienze di live, concerti e concorsi

Se devo essere sincero non ho il conto dei live fatti in tutti questi anni ma tra concerti con la band, acustici, ospitate, concerti per beneficienza e aperture ad artisti importanti posso dire che sono tantissimi. Concorsi? Rock targato Italia, San Remo Rock ed il Festival Nazionale della musica studentesca che ho vinto nel 1990.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Penso che ogni generazione abbia il proprio genere, i propri idoli e sarò sincero: la musica e gli artisti che ascoltano le mie figlie, non mi fanno impazzire e sto parlando della musica Trap, anche se ci sono artisti che non mi “dispiacciono”. Ricordo che quando da giovanissimo ascoltavo Vasco, i commenti della gente più adulta erano spesso negativi quindi non cambierei nulla e cerco di adeguarmi, mantenendo per quanto mi riguarda il mio buon vecchio rock vivo.

Oltre al lavoro in promozione quale altro tuo pezzo ci consigli di ascoltare?

“Sei il mio rock’n roll” (2015), “Io e te” (2009), “Adesso che ci sei” (2009).

Come stai vivendo da performer e persona questo periodo del covid-19?

Il mio mondo è il palco, mi manca tantissimo e questo mi causa rabbia e tristezza ma pensando sempre positivo mi consolo immaginando a tutto ciò che farò finito questo periodo difficile

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Vorrei anticiparvi la mia attiva partecipazione a un asset sociale, insieme ad altri artisti dei quali vi rivelerò i nomi più avanti. Il asset unisce cantanti e musicisti in un album di varie canzoni di vario genere per esternare alcuni dei disagi che il nostro popolo sta vivendo in questo difficile momento. Questo asset ambizioso ma vero porta il nome di “Collettivo Mario Rossi” ed è nato da un’idea di un amico imprenditore reggiano sensibile e preoccupato per il futuro dei nostri figli.

Stay Tuned!

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