Follow Me OUT THE CLUB! Inseguiamo questo gruppo fantastico!

<<La musica è sempre stata una compagna fedele nelle nostre vite, tutti noi in adolescenza abbiamo tentato un approccio pratico all’argomento, chi attraverso lo studio di uno strumento, chi faceva il dj alle feste. Per un motivo o per un altro la musica è entrata di prepotenza nelle nostre vite, e tutti noi l’abbiamo riconosciuta non solo come un “passatempo” ma come un vero e proprio canale di espressione per raccontare e condividere ciò che viviamo e amiamo.>>

Così si raccontano a noi questo fantastico gruppo musicale che oggi ci onora del loro tempo e della loro storia: OUT THE CLUB! Li abbiamo riascoltati recentemente per la pubblicazione del loro “Follow me”, lavoro discografico che condensa le esperienze e le peculiarità (potenza, ritmo, linea) di questo interessantissimo gruppo. Ma entriamo nel vivo dell’intervista iniziando con le domande e le curiosità!

Cosa significa e com’è nato il nome OUT THE CLUB! e il suo sound?

Il nome della band è nato in quanto il nostro asset iniziale consisteva nel suonare in chiave pop punk le canzoni da discoteca e quindi di portarle “Fuori dal Club”, da qui il nome “Out The Club!”.

Per quanto riguarda il sound della nostra musica ce lo portiamo dietro dalla scelta del genere che abbiamo deciso di utilizzare per coverizzare quel tipo di musica, in quanto tutti e 4 siamo cresciuti ascoltando e sognando di suonare un domani il Pop Punk americano che nel periodo della nostra adolescenza la faceva da padrone su MTV.


Come è stato concepito il lavoro FOLLOW ME?
L’EP per quanto riguarda il significato che abbiamo voluto dargli è una sorta di riassunto dei nostri primi tre anni di attività, infatti anche l’ordine dei brani al suo interno è esattamente l’ordine con cui sono stati scritti, partendo da un pop punk americano puro e semplice per poi arrivare ad una traccia in italiano, in cui si può notare l’evoluzione del sound, non solo per la lingua ma essendo suonato in acustico, differentemente da ciò che ci si aspetterebbe da una band del genere.

  

Quali sono le influenze artistiche?
Le nostre influenze si possono collocare all’interno della scena Pop Punk e Punk Rock americana e canadese dei primi anni 2000, in cui gli esponenti di maggior successo erano Blink-182, Sum 41, Simple Plan e Green Day, per citarne alcuni.

 

Quali sono le collaborazioni musicali?
Per quanto riguarda lo sviluppo delle nostre canzoni, al momento ci affidiamo solo ed unicamente al nostro gusto e istinto, ma come è noto “nessun uomo è un’isola”, è per questo motivo che per la riuscita di questo EP ci siamo affidati al parere e ai consigli di due nostri amici che praticano nel settore: Andrea Marchi che ci ha dato una mano a registrare le tracce di cui l’EP è composto, aggiungendo alcune sue intuizioni per dare una rinfrescata ai pezzi e ad Alberto Gabrieli della Foolish Time Production, che ci ha aiutato nel missaggio e nel mastering dell’EP.

 

E la collaborazione con Sorry Mom nel lavoro in promozione?
Dall’inizio di questo 2021 abbiamo iniziato a lavorare assieme a loro, è presto per dare feedback ma siamo contenti del passo che abbiamo fatto avviando questa collaborazione e speriamo che questo rapporto duri e giovi a entrambi.


 

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?
Pensiamo che ognuno percepisca da un asset musicale emozioni particolari, non necessariamente legate all’effettivo contenuto della song, ma a quello che la musica gli fa sentire in un preciso momento. Da parte nostra c’è tanto impegno e affiatamento, quando scriviamo una song la cosa più importante per noi è che ci piaccia, indipendentemente dall’argomento trattato. Per puro caso in questo EP si parla solo di relazioni, ma non è l’unico argomento di cui trattano le nostre canzoni.

 

Parliamo delle pregiate esperienze di live, concerti e concorsi?
La quasi totalità delle nostre esperienze live si è concentrata nella provincia di Gorizia, abbiamo partecipato a diversi contest con risultati incoraggianti che ci hanno dato la spinta necessaria a continuare col nostro asset.

 

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Poche chitarre, troppo autotune. A parte gli scherzi, pensiamo che il mercato musicale italiano si stia evolvendo dimenticandosi del rock e di tutti i generi affluenti, come il nostro, per i quali si cerca di sopperire a questa mancanza dando più spazio ad artisti internazionali, che continuano a diffondere questo tipo di musicalità.

 

Oltre al lavoro in promozione quale altro pezzo ci consigliate di ascoltare?
Oltre all’EP di recente pubblicazione, l’unica nostra traccia edita è Judge 2.0, potete trovarla sul nostro canale Youtube accompagnata da un video (molto home-made) registrato durante il primo lockdown del 2020.


 

Come stai vivendo da performer e persona questo periodo del covid-19?
Da artisti, non essendo professionisti nel settore, oltre a non aver praticamente suonato live nell’anno passato, questa pandemia, fortunatamente, non ci ha toccato troppo. Anzi, si può dire che essere costretti a non poterci vedere ci ha aiutato a trovare nuovi modi per poter continuare a fare musica insieme. Da persone, chiaramente come per tutti, è pesante. Non potersi muovere, essere costretti dal coprifuoco è una grande limitazione. Ci manca stare insieme, viaggiare, e tutto ciò che per noi una volta era la normalità.

 

Quali sono i programmi futuri?

Abbiamo tante nuove tracce in cantiere e non vediamo l’ora di potervele far ascoltare, speriamo di riuscire a renderlo possibile suonando molto questa estate e magari, non è detto che più avanti non possa uscire un album più consistente rispetto a questo nuovo primo EP.

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