EGO DIVIDED
“The Abyss”
NOVE TRACCE CON LO SGUARDO FISSO NELL’ABISSO
ASCOLTA “THE ABYSS”!
L’INTERVISTA
1. Massimo, quale direzione musicale avevi in mente quando hai iniziato a lavorare ai brani di “The Abyss”?
Più che una direzione personale, è stata una direzione condivisa dall’intera band. Fin dall’inizio avevamo l’obiettivo di realizzare un lavoro più solido rispetto all’album d’esordio, eliminando parte dei fronzoli e concentrandoci maggiormente sull’efficacia delle canzoni.
Naturalmente, durante il processo non sono mancate idee e opinioni differenti, ma ogni proposta è sempre stata discussa e valutata insieme in modo costruttivo, cercando la soluzione migliore per il brano e per l’album nel suo complesso.
Uno degli aspetti su cui ci siamo concentrati maggiormente è stato proprio il lavoro di squadra. In passato poteva esserci una maggiore tendenza a valorizzare il singolo contributo o il singolo strumento; in The Abyss, invece, il focus è stato la canzone, l’album e l’identità della band. Ognuno mantiene i propri spazi espressivi, ma sempre al servizio del brano.
Non volevamo semplificare la nostra musica, ma renderla più diretta, consapevole e focalizzata su ciò che realmente volevamo comunicare.
2. Come riuscite a conciliare l’impatto del melodic death metal con strutture e contenuti che richiedono ascolto e attenzione?
Per noi è principalmente una questione di ispirazione. Non ci imponiamo mai di inserire aperture melodiche o determinati elementi perché “devono esserci”. Anzi, ci sono brani che possono funzionare perfettamente anche senza.
Ogni canzone nasce da un determinato sentimento, da un’atmosfera o da un’intenzione precisa, ed è questo a guidare tutte le scelte successive. Quando sentiamo l’esigenza di introdurre una parte più melodica, lo facciamo perché il brano lo richiede naturalmente.
Spesso queste aperture funzionano come una sorta di rivelazione all’interno di una trama più complessa: un momento in cui l’attenzione si sposta improvvisamente verso qualcosa di più immediato ed emotivo, senza perdere la profondità del percorso che lo ha preceduto.
3. Quanto spazio lasciate alle aperture melodiche nella costruzione di un brano e come decidete quando privilegiare la componente più aggressiva?
Non esiste una regola prestabilita. Tutto dipende dal momento del brano e da ciò che vogliamo esprimere.
La scelta tra melodia e aggressività è fortemente legata all’intenzione della sezione che stiamo sviluppando e al messaggio che il testo vuole trasmettere. Ci sono passaggi che richiedono tensione, impatto e aggressività, mentre altri hanno bisogno di una maggiore apertura emotiva o di una componente melodica più evidente.
Cerchiamo sempre di lasciare che sia la canzone stessa a suggerire la direzione più adatta, piuttosto che applicare formule predefinite.
4. In che modo i cinque componenti contribuiscono alla composizione e all’arrangiamento dei pezzi?
Generalmente, tutto parte da uno scheletro iniziale o da un’idea proposta da uno dei membri della band. Prima ancora di entrare nei dettagli tecnici, cerchiamo di definire gli obiettivi del brano: che tipo di canzone vogliamo ottenere? Più melodica? Più aggressiva? Più diretta? Più tecnica?
Una volta definita questa direzione, iniziamo a costruire la struttura del pezzo, ragionando sulle varie sezioni e sul loro ruolo all’interno della canzone.
Da quel momento il lavoro diventa completamente collettivo. Ognuno porta le proprie idee, le proprie influenze e la propria esperienza, contribuendo all’evoluzione del brano fino alla sua forma definitiva. È proprio questo confronto continuo tra sensibilità diverse a dare forma al suono degli Ego Divided.
5. Il lavoro è stato registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo: quali erano le priorità per il suono finale dell’album?
Volevamo ottenere un suono più organico, diretto e, per certi aspetti, anche più old school rispetto al lavoro precedente.
L’obiettivo non era inseguire una perfezione artificiale, ma valorizzare l’identità delle canzoni e il carattere della band. Cercavamo un equilibrio tra definizione, potenza e naturalezza, mantenendo ogni strumento ben leggibile all’interno del mix senza perdere l’impatto complessivo.
In generale, volevamo che il suono di The Abyss rispecchiasse la filosofia dell’album stesso: meno sovrastrutture, più sostanza, più personalità e un approccio più diretto a ciò che volevamo comunicare.
“The Abyss” è il secondo album in studio degli Ego Divided, band palermitana che consolida qui la propria identità musicale melodic death metal. Registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo, il disco raccoglie nove brani dedicati alle zone più contraddittorie della psiche, alle distorsioni della società e alle ferite lasciate dalla storia.
