Quattro chiacchiere con Denise Graziano

Come i veri talenti questa esecutore è appassionata di musica ancor prima di imparare a leggere e scrivere. Un amore viscerale che ha radici profonde, come quella delle sue interpretazioni ed esecuzioni. Lo strumento è la voce, e attraverso il canto esprime tutta la sua carica e passione per la musica. Denise Graziano giovanissima performer e esecutore deve i suoi natali alla Puglia, che sforna tanti interessanti artisti di vari generi musicali, e in particolare si muove da Foggia per approdare nei contesti nazionali, sia muovendosi con crescente consenso tramite radio e musica online nei palinsesti di caratura nazionale. Scopriamo, fra i dettagli e aneddoti della sua carriera in fiore, maggiori dettagli del suo singolo di recente uscita “Avaria“, ringraziando la giovane e talentuosa vocalist per il suo tempo e la cortesia nel raccontarsi a noi.

Ciao Denise, grazie ancora per il tuo tempo! Raccontaci com’è nata la passione per la musica?

La passione per la musica nasce all’età di cinque anni, quando un giorno accompagnai mia cugina più grande a lezione di pianoforte. Ne rimasi totalmente ammaliata, a tal punto che tornata a casa implorai mia madre affinché mi permettesse di frequentare le lezioni appunto di pianoforte, e da lì in poi non ho più smesso. All’età di dieci anni ho scoperto nella mia voce la “dote naturale” per il canto lirico, che mi ha portato a fare numerose esperienze nell’ambito. Tuttavia, data la mia voglia di sperimentare, ho deciso di intraprendere una nuova strada, affacciarmi ad un genere musicale a me del tutto estraneo, quello musica pop, senza però abbandonare le mie origini classiche.

Parlaci di Denise e del suo Personaggio

Mi chiamo Denise Graziano, vengo da Cerignola (FG) e ho ventuno anni. Mi sono diplomata presso l’istituto ITE Dante Alighieri di Cerignola e attualmente frequento il conservatorio Umberto Giordano di Foggia, come laureanda in Canto Lirico. Vivo in una famiglia molto affiatata, mia sorella minore Marika di 17 anni, mio padre Michele e mia madre Michela. Adoriamo trascorrere tempo insieme, mi sostengono sempre e mi appoggiano in qualsiasi decisione io prenda. Il nostro hobby è guardare insieme Opere e Musical: il nostro preferito in assoluto è “The Phantom of the Opera”. Oltre la Musica che è la mia fonte di vita, amo disegnare e fare Cake Design, nella pasticceria dei miei genitori. Dicono che esteticamente somiglio molto a mio padre, ma il carattere è decisamente quello di mia madre; determinata, decisiva e a tratti anche dolce.

Com’è stato concepito il singolo “Avaria” ?

Avaria è nata quasi per gioco, il 20 agosto 2020, giorno del mio compleanno. Causa Covid non ho potuto festeggiare con parenti ed amici, e durante quella notte, ripensando ai festeggiamenti dell’anno precedente anche con un po’ di malinconia, ho iniziato a scrivere tutto quello che mi passava per la testa su un foglio, a scrivere quelle che erano le mie sensazioni di allora. Mia sorella, accortasi di ciò che stavo facendo si è unita a me e quando il giorno dopo abbiamo capito che poteva diventare una song. Così ho deciso di affidarmi a dei professionisti che potessero dar vita ai miei pensieri e a questo lavoro. Vagando su internet ho conosciuto la realtà di Canzoni Inedite brand del marchio Cantieri Sonori di Marco Canigiula.

E’ in cantiere un Album che lo conterrà?

Un Album è un lavoro abbastanza impegnativo che in futuro mi piacerebbe davvero realizzare, ma sono convinta che per farlo si debba avere una visione bene chiara del proprio stile e di ciò che si vuole raccontare. Per il momento cammino a piccoli passi e sono in lavorazione con un nuovo singolo sempre con lo staff di Canzoni Inedite..poi chi lo sa (sorride) !

Cosa ti aspetti dal mondo della musica da oggi?

Spero che questo meraviglioso mondo che amo infinitamente, mi accolga a braccia aperte dandomi la possibilità di esprimere i miei sentimenti e di trasmetterli tramite le mie canzoni. Credo che sia quello che tutti gli artisti vogliono; poter condividere innumerevoli sensazioni ed emozioni, cercare di rallegrare e confortare chi magari si rispecchia all’interno delle mie parole. Perché la musica non è solo un insieme di suoni, ma soprattutto un insieme di sentimenti.

Quali sono le influenze artistiche?

La mia Playlist è eterogenea, dettata anche dai diversi gusti musicali famigliari. Ad esempio mio padre ama follemente Riccardo Cocciante quindi sin da piccola ho sempre ascoltato molta musica italiana. Mamma invece ha sempre ascoltato cantautori pop Americani quali Micheal Jackson, Whitney Houston, Stevie Wonder , non a caso la mia song preferita è “ We Are The Word”, io dato la mia formazione classica  ho sempre ascoltato opere dei  grandi Autori come Verdi, Puccini. Dalla parte totalmente opposta vive mia sorella che ascolta musica esclusivamente attuale. Grazie a questo coesistere di generi musicali “sotto lo stesso tetto”, ho capito quanto la musica sia meravigliosa in tutte le sue sfaccettature non pregiudicandone alcuna forma, senza considerare un genere inferiore o superiore ad un altro.

E la collaborazione con l’etichetta “Canzoni Inedite” nel lavoro in promozione

Andare in studio e lavorare con gli autori di Canzoni Inedite è stata in assoluto un’esperienza del tutto nuova e fantastica. Vedere rimodellare “i miei pensieri buttati su un foglio” e diventare un vero testo, vedere la creazione di un arrangiamento da zero è stata una è qualcosa che mi ha affascinata. Marco Canigiula e tutto lo staff sono dei veri professionisti, che sanno metterti a proprio agio, pronti ad aiutarti ed ascoltarti in ogni momento e a dare forma all’anima di un esecutore. Non potevo capitare in mani migliori e non vedo l’ora di ripetere l’esperienza. Stiamo già pensando al prossimo singolo.

 

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la musica?

Ogni song che scrivo, parla di esperienze che ho vissuto “sulla mia pelle”. Ad esempio Avaria, parla di una semplice serata trascorsa tra due ragazzi e dei sentimenti che in quel momento li travolgevano. La musica è da sempre il mio linguaggio di sfogo, ci riverso ogni mia sensazione, sia positiva che negativa, un po’ come tutti i miei coetanei. Quando ascolto un singolo per la prima volta e mi rispecchio nel testo ho come la sensazione che sia stato scritto su di me ed è una sensazione meravigliosa. Ed è questa la sensazione che io voglio trasmettere a chi ascolta la mia musica; l’idea che chiunque possa farla diventare propria.

 

Parliamo delle tue esperienze musicali e quali ti piacerebbe sperimentare nel tuo futuro?

Le maggiori esperienze fatte sono inerenti al canto lirico, avendo iniziato gli studi all’età di dieci anni: dapprima con l’orchestra giovanile dell’istituito secondario di primo grado Tenente Antonio Paolillo, diretta dal maestro Giuseppe Lentini in qualità di voce solista. A quindici anni ho avuto modo di collaborare con l’istituito superiore Carolina Poerio di Foggia sempre come voce solista. Ho avuto modo di accrescere il mio bagaglio culturale grazie anche alla collaborazione con il coro “Ilse Weber Choir” diretta dal Maestro Francesco Lotoro, debuttando su Rai 5, il venticinque gennaio 2020, in onore alla giornata della memoria. Ad oggi nel mio futuro mi piacerebbe sperimentare molte cose nuove, come magari la partecipazione a qualche Concorso o Talent ma per adesso studio e mi impegno duramente, affinché queste mie progetti possa concretizzarsi.

Cosa ne pensi della scena musicale Italiana? e cosa cambieresti/ miglioreresti?

La scena musicale Italiana di oggi penso sia il frutto di un’evoluzione storico-culturale che ha subito numerose influenze da generi già esistenti, creando qualcosa di meravigliosamente nuovo. Non focalizzandomi su un solo genere musicale specifico, ma cercando di mostrare più lati di me penso di poter arricchire la scena musicale italiana, creando una mia propria identità artistica riconoscibile.

Non cambierei nulla perché basterebbe togliere soltanto un’incognita a questa equazione per cambiarne tutto il risultato, però ne migliorerei degli aspetti. A mio parere moti artisti, soprattutto mie coetanei, non valorizzano generi più classici e non tengono conto che questi sono la base di tutto, e che se esiste il nuovo è solo grazie al passato.

Come stai vivendo da esecutore e persona questo periodo del covid 19?

Credo che questo sia un periodo stressante per tutti, ma per noi artisti ancora di più perché pur troppo siamo stati costretti a frenare il nostro lavoro, non permettendoci di esibire e di avere un contatto con il nostro pubblico, ma comunque la musica è ineluttabile, nulla può spegnere la voglia di fare musica, di creare e di sentirsi liberi, ansi le varie situazioni affrontate mi hanno condotto in un viaggio introspettivo, che mi ha portato non solo a rivalutare molti aspetti, affetti della mia vita che magari davo per  scontati, ma anche a sperimentare nuove cose, come la scrittura di un singolo, l’incisione , vedere come prende forma. Credo che ogni situazione abbia dei  pro e dei contro e in una situazione tragica come quella che abbiamo vissuto l’unica speranza era aggrapparsi a ciò che ci rende più felici.

Quali sono i tuoi programmi futuri?

Pur essendo una persona molto determinata, non mi pongo mai degli obiettivi fissi perché ritengo che nella vita influiscano diversi fattori, che possono aiutare al raggiungimento degli obbiettivi o che possono stravolgerli totalmente. Ad oggi il mio programma è creare tantissima musica per dare spazio alla mia voce e a ciò che voglio trasmettere. Quando questo mio lavoro prenderà una forma ben definita, non escludo l’eventualità di partecipare a qualche Talent o Concorso.

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