Da Metamorfica a tutta la sua vita, giù la maschera per Giardini di Pietra Project

Accogliamo calorosamente e spalanchiamo le nostre curiose orecchie alla band Giardini di Pietra Project, formazione poliedrica che sta raccogliendo ampi consensi sulle piattaforme digitali e non solo. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro Metamorfica, condividiamo con felicità l’intervista alla band Giardini di Pietra Project, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! Affronteremo perciò aspetti musicali e di vita dei componenti, la formazione Giardini di Pietra Project si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, come ad esempio con Red&Blue, le esperienze, e i progetti futuri. Andiamo a capofitto a fondo e diamo un caloroso benvenuto alla band Giardini di Pietra Project!

Com’è nata la vostra passione per la musica?

La passione per la musica nasce in quel momento dell’adolescenza durante il quale hai bisogno di esprimerti in campi che orbitano al di fuori della scuola per trovare la tua identità, per esprimere i tuoi dolori e le incoerenze che il mondo degli adulti ti presenta e costringe e prendere per buone. Io e Carmelo non ci eravamo ancora conosciuti, ma è successo poco dopo: avevamo intorno ai vent’anni ed erano gli anni in cui nella nostra piccola città di Bolzano non c’era una grande scena musicale. I pochi che suonavano lo facevano però con grande passione e personalità ed è così che abbiamo messo tutte le nostre energie nel creare il nostro suono e il nostro stile.

Descrivi “Giardini di Pietra Project” e i suoi pregi e i suoi difetti.

Questo progetto nasce senza premeditazione :). Carmelo mi aveva chiesto di scrivere un pezzo insieme a lui, per la prima volta come co-autori, da inserire nel suo primo album dedicato ai vent’anni della produzione come fonico in studio. Voleva coinvolgere i musicisti con i quali aveva lavorato e condiviso artisticamente momenti importanti. Così agli inizi del 2015 sono salita da Bologna a Bolzano con un testo molto intenso e ne siamo usciti con un brano “GUERRA” decisamente importante e carico di significati per entrambi.
Abbiamo deciso di continuare a scrivere e da lì è nato il primo disco e poi tutto il progetto ha continuato ad evolversi fino ad ora. Da quel disco è nata la voglia di portare i brani nei live e da lì la ricerca di musicisti con i quali condividere il palco e nuovi arrangiamenti. Tra gli artisti coinvolti a Bologna e quelli a Bolzano ora la full band conta sei sette elementi, ma il progetto ha molte facce e molti modi di proporsi al pubblico. Ad esempio a settembre abbiamo suonato per la rassegna Crinali in trio : io al piano e voce, Francesca Bolognese all’arpa e Giulia Barba al clarinetto basso in un contesto naturalistico, in semi acustico.
I nostri pregi sono senz’altro la versatilità, l’originalità dei brani e la profondità dei testi. I nostri difetti? Il troppo amore per il lato creativo della musica ci distoglie spesso da quello più promozionale e manageristico! Siamo romantici e poco commerciali 🙂

Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato il lavoro “Metamorfica” ?

Metamorfica è l’ultimo brano del disco nuovo che abbiamo registrato. Non era previsto ma io e Carmelo amiamo dare un senso e cercare un significato
alchemico a tutto. Dunque stavamo chiudendo il lavoro in studio, quando ci siamo detti che un album al quale avremmo dato il nome LA VIA LATTEA non poteva non contenere almeno dodici canzoni come il numero delle costellazioni. Eravamo poco lontani dalla meta avendo già scritto 11 brani. Io avevo da poco partorito questo riff al pianoforte e continuavo a suonarlo senza sosta, poi un giorno consultando l’iching ho letto questa frase : devi essere come il vento che si diffonde nello spazio, piegandoti e non attaccare mai. Leggendo il senso che aveva per me in quel momento ho scritto il resto del testo pensandomi come donna ovvero un essere capace di mutare, adattarmi, combattere, dare vita e tutte le cose che una donna sa essere e fare. Ho proposto a Giroweedz di scrivere la controparte maschile di questa METAMORFICA meta-amor-fica e lui ha centrato il segno con le sue parole.
Poiché il brano bene racchiudeva tutti gli altri e La Via Lattea non è altro che una luminosissima madre cosmica, l’abbiamo scelta come singolo per lanciare il nuovo disco!

Si sa che un’immagine vale più di mille parole, ma le note non sono da meno! Il lavoro è stato valorizzato da una clip?

Al momento non abbiamo realizzato una clip nonostante amiamo la parte video dei nostri lavori. Ci sono diversi video realizzati sulle nostre idee sul nostro canale youtube

È prevista l’uscita di un disco?

Certamente, come dicevo abbiamo pronto il disco che vanta anche delle collaborazioni molto preziose come Jimmy Villotti alla chitarra nel brano LE REGOLE e il flauto di Carlo Maver nel brano che da il nome al disco LA VIA LATTEA. Nel disco suonano musicisti di altissimo livello come Stefano Maimone, giovane e talentuoso bassista jazz con diversi progetti personali all’attivo e la compositrice jazz Giulia Barba al sax e clarinetto basso.
Abbiamo scelto di far eseguire il mastering da un professionista come Enrico Capalbo alla Fonoprint per tirare fuori il suono migliore possibile, e siamo felici della nostra scelta perché il livello raggiunto nella qualità del disco è ottimale L’uscita è prevista per marzo 2024

Cos’è per voi l’arte, la musica?

Per me la musica e l’arte sono le terapie più potenti per elaborare la vita, soprattutto nei momenti più difficili che ci propone. L’arte è l’occasione di

trascendere il personale per unirsi e parlare agli altri nel modo più sincero possibile. Questo per me è scrivere e suonare, dire agli altri : questa sono io e questo è quello che vivo, senza veli e senza mezzi termini.

Quali sono le vostre influenze artistiche?

Gli artisti che ci hanno ispirato e che ci ispirano nel nostro lavoro sono tanti. Ma vorrei citarne qualcuno di speciale che ha lasciato un segno più profondo: Björk, i Radiohead, Portished , Dead can Dance, Sting,Emiliana Torrini, Cristina Donà.

Quali sono le vostre collaborazioni musicali?

Come dicevo amiamo condividere la musica con amici musicisti e le collaborazioni sono tante e diverse. Oltre ai già citati sopra, io e Mario Impara (il batterista fisso dei Giardini di Pietra) abbiamo suonato con Irene Elena, Giovanni Ghizzani, Andrea Lamacchia, per citare alcuni dei tanti musicisti che gravitano nel ricco mondo musicale di Bologna.

Quali sono i contenuti che volete trasmettere attraverso la vostra arte?

Il nostro lavoro artistico si fonda su ciò che di più caro abbiamo: le nostre anime e le relazioni che abbiamo con le persone. Quello che cerchiamo di trasmettere sono immagini interiori, evocative, poesie.

Parliamo delle vostre pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Da maggio 2017 i Giardini di Pietra hanno un’intensa attività live con performances su palchi molto diversi tra i quali : MEI, Osteria delle Dame, Senape Vivaio Urbano, Villa Ghigi, Premio Giorgi Poesia, Teatro Filodrammatici Premio Impronte Sonore, Sanremo Rock, Bologna Estate, Crinali, Concerto al Castello.

Siamo alla pubblicazione del nostro quarto album: PNEUMA
ORA E QUI – LIVE IN STUDIO PIENO VUOTO
LA VIA LATTEA

Cosa ne pensate della scena musicale italiana? E cosa cambiereste/migliorereste?

Domanda difficile: io organizzo una rassegna musicale sui colli bolognesi e vedo che ci sono una marea di artisti sconosciuti e talentuosi che non arrivano al grande pubblico. Dall’altra vedo sempre un generale appiattimento su un unico genere che va di moda. Mi sembra che la musica oggi sia molto apparenza e poca sostanza ma non è sempre vero e per fortuna qualcosa che ti parla al cuore in giro c’è 🙂

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigliate di ascoltare?

Tutti gli altri! Dovendo scegliere un brano a così a bruciapelo: UN CIELO SOPRA NOI , scritto durante il covid e con ambientazioni sonore molto rappresentative del nostro lavoro.

Quali sono i vostri sogni nel cassetto?

Anche questa è una bella domanda. Io ho una cassettiera piena non un solo cassetto e più va avanti la mia vita più i contenuti dei sogni diventano articolati e ricchi. Mi sono messa anche a scrivere un libro e mi sto divertendo moltissimo! Se devo scegliere un sogno, in questo momento è quello di poter suonare la mia musica tanto e nei luoghi giusti ad orecchie e cuori attenti.

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