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“Periferie 1” è l’EP d’esordio dei tuttotace

Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “Periferie 1”, il primo EP dei tuttotace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

 

Con “Periferie 1” i tuttotace raccontano un percorso di crescita e presa di coscienza, costruito attraverso brani scritti tra il 2020 e il 2022, nei primi due anni di vita del gruppo. L’EP costituisce il primo capitolo di un progetto che proseguirà con “Periferie 2”, previsto per gennaio 2027. Questo nuovo lavoro prende le mosse dalla sensazione di un’incongruenza e conduce gradualmente verso una consapevolezza: esistono parti essenziali di ciascuno di noi che provengono dall’esterno, agiscono al di sotto della coscienza e si manifestano nelle parole e nelle convinzioni di tutti i giorni, arrivando a influenzare le nostre scelte. Ogni brano aggiunge un nuovo indizio e accompagna l’ascoltatore verso questa presa di coscienza.

Il sound delle prime quattro tracce mescola influenze folk, progressive ed emo, dando spazio a emozioni che, per quanto intense, diventano luoghi da abitare e non da fuggire. Con l’ultimo brano si ha invece l’impressione di essere giunti a destinazione, dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti che hanno condotto alla meta senza anticiparla.

La conclusione rompe così l’equilibrio, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo brano, ma che diventa evidente soltanto alla fine. “Periferie 1” si presenta così come un EP denso ed eterogeneo, in cui influenze e atmosfere diverse contribuiscono a definire un sound coerente e riconoscibile.

 

Spiega il gruppo a proposito dell’EP: «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita e di scrittura insieme. I brani che ne fanno parte sono stati scritti tra il 2020 e il 2022, e rappresentano una fase ormai conclusa della nostra scrittura. Da allora, abbiamo composto altri due album (che pubblicheremo nei prossimi due/tre anni) ed esplorato metodi di scrittura diversi, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità, che ci avrebbe portato a scegliere ogni volta i brani nuovi e scartare i più “anziani”. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza di una crescita. I brani dell’EP compongono un percorso che ci rappresenta ancora, sia a livello compositivo che tematico e costituiscono, in fin dei conti, il racconto di una presa di coscienza. Lungo un percorso che diventa via via più esplicito quanto più ci si avvicina all’ultima traccia, ciascun brano è una tappa del cammino verso la consapevolezza più destabilizzante che abbiamo raggiunto finora: le nostre teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui, così come la maggior parte delle strade che percorriamo sono già battute. L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso “nuovo”, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato. Una via alternativa sarà prospettata nel nostro prossimo EP, “Periferie 2”, il secondo capitolo di questo percorso, che uscirà a gennaio 2027».

 

“PERIFERIE 1” TRACKLIST

1)Signori

2)A cena

3)Forse noi

4)S2/Linea

5)Questo suono

 

 

Biografia

tuttotace è l’incontro di Massimo Rusi (cantante e chitarrista), Riccardo Quell de Riso Paparo (batterista e percussionista), Federico Bentivoglio (bassista e corista) e Andrea El Khaloufi (chitarrista e corista). Il progetto affonda le radici nel 2019, con l’incontro tra Riccardo e Massimo, allora studenti di filosofia. L’ingresso di Federico e Andrea, anche loro conosciuti in facoltà, trasforma definitivamente il garage in cui Massimo e Riccardo “giocavano” alla musica nella sala prove di un gruppo che improvvisa e compone. Brano dopo brano, tuttotace prende forma senza che i quattro se ne accorgano, ma la consapevolezza di fare ormai parte di qualcosa di più grande di ciascuno di loro arriva nel corso del 2022. Il primo album è scritto in due anni improvvisati e inconsapevoli e ricalca il tempo dell’amicizia che si forma. Presto è concluso anche il secondo, scritto in pochi mesi, come in fretta cresce l’erba quando il terreno è pronto. Lottando con il tempo del lavoro, il primo album, “un’altra grande città”, è registrato solo nell’estate 2025, dopo cinque anni di prove ininterrotte.

Il progetto unisce le influenze a prima vista incompatibili di ciascuno dei quattro membri, tutti polistrumentisti. Massimo suona la chitarra come se avesse un cappello di paglia e una spiga tra i denti, ama il country à la Bill Monroe, ma anche l’emo dei Pinegrove, gli intrecci dei Genesis e il cantautorato di De André e De Gregori. Ha studiato chitarra fingerpicking per anni, finché non si è accorto che c’è troppo da imparare, così ha smesso di studiare, e ha iniziato a scrivere. Riccardo è tecnico ma emotivo e, ispirata dalle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, la sua batteria è un elemento centrale degli arrangiamenti: non a caso, i fan più vicini hanno rinominato la band “Ricky e i tuttotace”. L’apporto di Federico nella band gli è valso il titolo di “signore dell’armonia”. Tra le sue ispirazioni essenziali vanno citati almeno: Beatles, Artic Monkeys e Verdena. Il più lontano dal suono dei tuttotace è Andrea che, abbandonato il pianoforte classico nel conservatorio a causa della scoperta degli AC/DC, cresce a Metallica e Tool. Tuttavia, la sua sensibilità (musicale) lo porta a ispirare le sue chitarre allo shoegaze degli Alcest e al post-rock dei Mogwai. Senza il suo contributo compositivo i pezzi della band sarebbero delle lunghe suite di rock progressivo senza ritornelli e ciascun brano durerebbe dai 15 ai 20 minuti.

La loro musica non nasce da un’unica fonte, e nemmeno con un motivo preciso. Hanno iniziato a suonare per esprimersi, più che per comunicare qualcosa di specifico. Tuttavia, almeno i testi in qualche modo parlano e sono tutti accomunati dall’esigenza di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire, e che però si vuole tenere a mente. Così, la musica dei tuttotace finisce per essere un insieme di promemoria: ciascun testo parla di una sensazione, gli arrangiamenti però la trasformano in qualcosa di nuovo, e il risultato è che ciascun brano dice qualcosa che non è riducibile a ciò che i testi narrano, rimanda a delle sensazioni che non potrebbero essere ricordate se non ascoltando quella canzone. A chiunque si riconosca in questa esigenza è rivolta la musica dei tuttotace.

Testo e musica si equivalgono e si confondono, perché la musica parla e dà nuovo senso alle parole. Così, tuttotace è più della somma dei suoi quattro membri, è come una quinta persona che dice più di quello che ognuno sarebbe capace di dire. Non parla perché ha qualcosa da comunicare, ma perché non può fare a meno di esprimersi con decisione, anche se non sa cosa vuole dire. E così lancia un urlo, come in preda alla gioia o alla sorpresa.

I tuttotace hanno collaborato per la realizzazione dei videoclip di ‘Questo suono’ e ‘A cena’ con il team di Riccardo Baiocco, regista, scrittore e redattore della rivista Sentieri Selvaggi.

Al momento, i tuttotace contano più di venti inediti. Il loro obiettivo è raggiungere con la musica quante più orecchie possibile, accrescere il pubblico e vederlo coinvolto nei brani, fino a cantarli con trasporto durante i concerti.

 

“Periferie 1” è l’EP d’esordio dei tuttotace disponibile sulle piattaforme digitali da venerdì 11 settembre 2026.

 

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