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INTERVISTA A TEMPLE FACTORY

TEMPLE FACTORY

A MATTER OF FEELINGS

© 2026 La Buca Recording Club  |  ℗ 2026 Temple Factory

Streaming: https://open.spotify.com/album/4xzqglORyCBsVrWbQqxPsJ

L’INTERVISTA

Come nascono le canzoni nei Temple Factory? C’è qualcuno che porta un’idea compiuta alle prove, o il materiale si costruisce insieme dallo zero?

Solitamente le canzoni sono scritte dal batterista (Roberto); arrivano in stanza prove in una versione già chiara per eventuali aggiustamenti e poi si passa alla fase di pre-produzione in studio dove si vanno a definire i dettagli. Ma non è raro il caso che in studio subiscano modifiche più consistenti perché è qui che ci si confronta e si scambiano idee e opinioni.

D.  La scelta di lavorare ancora con Simone Piccinelli alla produzione: cosa vi ha dato la continuità con lo stesso produttore, e in cosa invece avete cercato di spingerlo verso qualcosa di nuovo?

Simone è per noi una garanzia, non solo per le sue competenze ma anche per la grande amicizia che ci lega. Collaboriamo da tanti anni, ci conosciamo molto bene e sappiamo lavorare in perfetta simbiosi quindi solitamente concordiamo su quanto è bene continuare e su quanto è meglio innovare.

D.  “Million Stars” ha un arrangiamento più aperto e cinematografico rispetto agli altri brani. È nata così o è stata una costruzione in studio?

È un brano che nasce così e forse è la canzone che meno è stata modificata in fase di pre-produzione e registrazione. Fin da subito ha convinto Simone e tutta la band pertanto tale è rimasta. Considerando i feedback positivi che abbiamo avuto diremmo che la scelta pare azzeccata!

D.  Quanto i testi vengono scritti prima della musica, e quanto invece le parole emergono dopo che la struttura musicale è già definita? E chi scrive i testi, o è un lavoro collettivo?

Anche per i testi la scrittura viene fatta dal batterista e sempre in un secondo momento rispetto alla musica. Tutta la linea di voce emerge quindi prima di avere un testo definitivo. Anche in questo caso rimane comunque fondamentale il lavoro fatto in studio perché essendo testi in inglese non è semplice arrivare a versioni che non siano “scolastiche”. L’inglese è una lingua molto più ostica di quanto spesso si pensa e se ti prendi la responsabilità di scrivere testi in inglese devi essere certo di usare una lingua più vicina possibile a quella che userebbe un madre-lingua. Non sempre si riesce nell’intento ma facciamo il possibile. Infondo rimaniamo comunque una band nata e cresciuta in Italia.

D.  C’è qualcosa che avete registrato e poi tagliato, un brano o un arrangiamento che non è finito nel disco ma che avrebbe potuto? Come si prende quella decisione?

Diciamo che su tre canzoni che vengono scritte almeno due vengono “cestinate”. Questo fa si che quando si arriva in studio è già stata fatta una drastica selezione che permette di avere un repertorio definitivo. Se poi consideriamo il tempo necessario le registrazioni in studio sarebbe davvero un peccato tagliare anche il più piccolo arrangiamento. Per questo è fondamentale il lavoro di pre-produzione senza il quale la registrazione di un album avrebbe tempi… biblici!

IL DISCO

La band Temple Factory è uno di quei nomi della musica emergente che sembra arrivare dal panorama internazionale. Ma questo gruppo è puramente italiano anche se ha scelto la lingua inglese per la sua musica. Con una nuova formazione i Temple Factory pubblicano l’album A Matter Of Feelings.

Dieci brani scelti con cura per poter realizzare una dichiarazione d’identità per la band bresciana. Con il loro secondo lavoro discografico i Temple Factory hanno voluto dare una direzione precisa alla loro musica.

Tanti i temi che sono stati messi al centro delle canzoni come l’amore, la morte e la rinascita per poter dimostrare che la musica rock è soprattutto visione della vita e delle emozioni.

Lo stile indie-rock della band è in linea con i precedenti lavori ma il progetto segna anche un’evoluzione per le sonorità più moderne e per la ricerca di atmosfere più intime.

BIOGRAFIA

I Temple Factory sono una band bresciana fondata nel 2018 per volontà del batterista Roberto Pedrotti al quale si aggregano gli amici di sempre Andrea Zuelli, Renato Montini e Stefano Sina.

Nella sala prove costruita all’interno di una fabbrica meccanica i quattro iniziano a lavorare a quello che sarebbe diventato il loro primo album inedito, registrato e prodotto presso “La Buca Recording Club” di Simone Piccinelli. Il lavoro viene pubblicato nel 2021 col titolo “It’s Time” e a questo seguiranno due singoli, “No Other Lies” e “Come On”. Sia l’album che i singoli vedranno alla voce Diego Pardo, cantante di Alessandria unitosi alla band poco dopo la nascita del gruppo ma presto allontanatosi per seguire altri progetti; la line up pertanto si rinnova con l’ingresso di Mattia Gobbi come chitarrista e seconda voce e Andrea Zuelli che lascia la chitarra per passare al ruolo di cantante.

Con questa nuova formazione la band si concentra su nuovi brani e nel 2025 entra in studio per la registrazione di un nuovo album: “A Matter of Feelings”.

Lo stile indi-rock della band è in linea con i precedenti lavori ma il progetto segna anche un’evoluzione per le sonorità più moderne e per la ricerca di atmosfere più intime. Le tematiche trattate sono da sempre considerate molto importanti all’interno del gruppo e anche in questo la band rimane fedele al proprio stile.

I Temple Factory sono: Andrea Zuelli (voce), Roberto Pedrotti (batteria), Stefano Sina (basso), Montini Renato (chitarra), Mattia Gobbi (chitarra).