7corde

La tua musica… con una marcia in piu'

“Wanka Tanka” e altre storie, raccontate direttamente da Franz

Straordinaria e interessante intervista oggi a Franz , artista poliedrico che sta spopolando nelle piattaforme musicali. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro “Wanka Tanka”, condividiamo con piacere l’intervista a Franz , grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Scopriremo interessanti retroscena musicali e di vita, Franz si aprirà a noi con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto a Franz !

Com’è nata tua la passione per la musica?

Ho sempre amato la musica, ma ho iniziato a “praticarla” solo ai tempi dell’università. La prima band e’ nata tra una lezione e l’altra, più per amicizia che per reali capacità.  Per molti anni poi ho sperimentato diversi generi, con diverse formazioni, ma sono rimasto sempre nel mondo delle cover band. Non ho mai pensato di scrivere canzoni mie, fino a qualche anno fa, quando ho visto la serie TV sugli 883.

E’ stato come se qualcuno mi avesse scosso violentemente per farmi svegliare. La serie racconta la storia di due ragazzi normalissimi che senza saper suonare alcun strumento e con una attrezzatura molto rudimentale, riescono a creare delle canzoni. Mi sono chiesto se io, che qualche strumento lo suono e che in casa ho già tutto quello che serve per iniziare a produrre musica ne fossi capace ed e’ cosi’ che ho deciso di provarci.

Ho iniziato questo mio nuovo percorso e nell’autunno dello scorso anno con l’uscita del mio primo singolo ‘August Night’, seguito poi da altri sette brani confluiti la scorsa primavera nell’EP Echoes of Tomorrow.

Con Wakan Tanka inizia un nuovo viaggio.

Cosa significa e com’è nato il nome Franz e il suo personaggio, il suo sound?

Io mi chiamo Francesco e dalle mie parti si diventa facilmente ‘Franz’, perciò si tratta più di un nomignolo che di un vero e proprio nome d’arte.

Non esiste in realtà un personaggio distinto dalla persona. Cerco di essere sempre fedele a me stesso, con i miei pregi e accettando i miei difetti.

Credo che il mio sound abbia origine dalla cultura pop britannica e new wave degli anni 80. Ho cercato poi di rivisitare il tutto in una chiave più moderna e contemporanea e ci ho aggiunto anche un po’ del mio.

Da un incontro o da uno scontro, tutto può essere ispirazione. Com’è nato il lavoro “Wanka Tanka”?

Wakan Tanka è l’espressione sacra con cui i nativi americani Lakota, popolo comunemente noto al grande pubblico con il nome di Sioux, definivano ciò che l’immaginario cinematografico di Hollywood ha spesso banalizzato con la formula del Grande Spirito. Ho voluto scrivere questa canzone perché la loro epopea mi ha sempre commosso e nutro un’immensa ammirazione per quelle civiltà capaci di vivere in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante.

Oggi purtroppo possiamo trovare un inquietante parallelismo tra quanto sta succedendo in alcune parti del mondo e la loro storia.

La struttura di Wakan Tanka e’ caratterizzata poi da una vera e propria ascesa emotiva che parte dallo smarrimento per approdare alla rinascita. Si inizia con i toni cupi della privazione per poi esplodere nell’inciso luminoso «Justice will rise». Si tratta di un grido pieno di speranza. Il messaggio che volevo trasmettere e’ che la verità e la dignità umana non possano essere cancellate dalla storia.

E com’è nato il suo videoclip?

Questo videoclip, come tutti quelli che ho realizzato finora e’ in realtà  un concept video animato che sceglie un linguaggio visivo evocativo e narrativo, lontano dai tradizionali video musicali in cui gli artisti sono protagonisti della scena. I miei videoclip vogliono essere un supporto visivo per rendere l’ascolto più completo ed immersivo. Mi piace l’idea che sia la musica la vera protagonista.

Il lavoro sarà contenuto in un EP/Album?

Si Andrea, ti confermo che Wakan Tanka e’ il primo pezzo del mio prossimo EP e ti posso già anticipare che il secondo singolo uscirà l’11 dicembre.

In salita o in discesa. I percorsi artistici si sviluppano sempre tra mille peripezie, vuoi raccontarcele?

Personalmente credo che quando si decide di seguire la propria passione, qualunque essa sia, non si debba mai porsi limiti, ma neanche obiettivi utopici. A mio parere una passione deve essere un piacere, mai uno stress. Con questa filosofia vado avanti una canzone alla volta. Amo quello che faccio e cerco ogni giorno di imparare, migliorarmi, ma anche di divertirmi.

Quali sono i contenuti che vuoi trasmettere attraverso la tua arte?

Mi piace parlare di cose che mi stanno a cuore, proponendo il mio punto di vista su quello che vivo e osservo ogni giorno. Siamo in un momento storico che purtroppo offre molti spunti di riflessione.

In generale comunque le mie canzoni toccano argomenti di attualità, ma derivano anche da riflessioni sulla nostra società. Alcuni brani invece sono più introspettivi e autobiografici. C’e’ un mix di tutto questo.

Parliamo delle tue pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Live ne ho fatti tantissimi, ma finora sempre interpretando la musica di altri. D’altronde Wakan Tanka e’ solo nono brano che ho pubblicato, perciò credo che prima di avere il piacere di poter fare un concerto vero e proprio, dovrò avere ancora un po’ di pazienza.

Per quanto riguarda i concorsi, sinceramente non ci ho mai pensato.

Cosa ne pensi della scena musicale italiana? E cosa cambieresti/miglioreresti?

Devo ammettere e mi dispiace, che non tutto, ma una bella fetta di quello che sento andare per la maggiore attualmente nel nostro paese e’ forse un po’ lontano dalla mia cultura musicale, ma e’ solo un fatto di gusto personale e ad ogni modo naturalmente non vale in assoluto per tutta la musica italiana. Ci sono cose che personalmente ritengo molto interessanti, ma rimangono un po’ defilate e lontane dal main stream.

Ecco, forse questo cambierei. Mi piacerebbe si desse più spazio alla varietà sia in termini di genere che di stile.

Oltre al lavoro in promozione quale altro brano ci consigli di ascoltare?

Sicuramente vi consiglierò sempre di ascoltare il mio prossimo brano, ma sono anche molto affezionato ad un pezzo che si intitola ‘Day by day’, inserito nel mio primo album (Echoes of Tomorrow). La canzone e’ stata ispirata da una frase che e’ stata pronunciata negli anni 70 e che mi ha molto colpito: “La tecnologia limita la nostra libertà, compromesso dopo compromesso…”.

La cosa che trovo straordinaria e’ che ora e’ sicuramente più attuale di quanto lo fosse allora allora. Vi consiglio, se ne ne avete voglia, anche di vedere il videoclip disponibile sul mio canale YouTube.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Ne ho tantissimi, ma sicuramente non vedo l’ora di poter sentire nuovamente le vibrazioni che si sprigionano quando si suona davanti ad un pubblico. Pur essendomi finora ritrovato in queste situazioni interpretando prettamente cover e’ comunque stato sempre bellissimo. Poterlo fare, proponendo la propria musica, sarebbe una cosa meravigliosa.