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La tua musica… con una marcia in piu'

Quattro chiacchiere col talento puro di veneficus

Straordinaria e interessante intervista oggi a veneficus, artista poliedrico che raccoglie consensi a go-go. Recentemente impegnato nella promozione del lavoro , leggiamo con curiosità l’intervista a veneficus, grati e onorati per il suo tempo e la cortesia riservataci! Apprenderemo curiosità, vizi e virtù della musica e della vita, veneficus si svelerà con quelle che sono le collaborazioni, le esperienze, e i progetti futuri. Tuffiamoci in questo mondo speciale e diamo un caloroso benvenuto a veneficus!

Qual è il primissimo ricordo in cui hai capito che la musica sarebbe stata la tua vera strada?

Quando è uscito il mio primo singolo. Vedendo tutto il lavoro che c’è dietro per creare un brano e, in seguito, i risultati, ho capito che, lavorando bene insieme a dei professionisti, c’erano i presupposti per percorrere questa strada. Ma, soprattutto, notare una crescita a livello vocale mi ha fatto prendere consapevolezza che questo è il mio percorso.

 

Il nome d’arte può essere uno scudo. Quando cala il sipario, chi c’è davvero dietro il personaggio di Veneficus?

No, niente scudi, credo di non averne bisogno; è semplicemente un modo per identificarmi come artista. Dietro Veneficus c’è semplicemente un uomo come tanti altri, con il suo lavoro, le sue passioni e, come tutti, con le sue fragilità e le sue storie da raccontare. La differenza è che io lo faccio attraverso la musica.

 

Qual è l’intuizione o la storia che ha dato vita al singolo “E poi arrivi tu”?

Volevo semplicemente raccontare una storia che ho vissuto e dalla quale sono uscito grazie alla musica. Spero che a chi ascolta il brano e si trova nella stessa situazione possa essere d’aiuto come lo è stato per me. In questo brano ho voluto raccontare come la musica abbia stravolto la mia vita in senso positivo, e spero faccia lo stesso a chi ne ha veramente bisogno.

 

Il brano è accompagnato anche da un videoclip ufficiale?

È stato creato un videoclip che potete trovare su tutte le piattaforme (YouTube, Facebook, Instagram e TikTok). Il videoclip è stato girato in due location completamente diverse: la prima parte rispecchia un ambiente cupo e solitario, come lo stato d’animo di chi sta male; l’altra parte è girata in un contesto più solare e pieno di vita, che racconta la ripresa e il miglioramento di se stessi.

 

Questo singolo farà parte di un album futuro o è un progetto a sé stante?

“E poi arrivi tu” farà sicuramente parte di un album futuro, insieme a tanti altri progetti a cui sto lavorando. Di questi non posso svelare nulla, ma posso dire che sto lavorando a progetti molto belli, uscendo ancora una volta fuori dagli schemi tradizionali e creando delle novità.

 

Quali sono state le sfide più difficili e i momenti più belli del tuo percorso artistico fino ad oggi?

Devo dire che per me non ci sono state sfide difficili, magari parti più impegnative sì. Uno dei momenti più belli è stato il percorso con la mia vocal coach. Mi ha insegnato molte cose; soprattutto, ti rendi conto che puoi essere intonato, ma non c’è solo quello: ci sono tantissimi lati che puoi raggiungere solo attraverso lo studio.

 

Qual è il messaggio principale o l’emozione che vuoi trasmettere a chi ti ascolta?

Per chi ascolta la mia musica è come leggere un libro. All’interno dei testi ci sono storie vere, di chi le ha vissute sulla propria pelle. Cose belle e meno belle, ma tutte vere. Il messaggio è di non arrendersi mai alle difficoltà che si presentano nella vita, perché alla fine si risolve quasi sempre tutto.

 

Tra live, concorsi e pubblicazioni, c’è un’esperienza passata che consideri un vero punto di svolta per te?

Il mio punto di svolta me lo hanno dato i miei amici più fidati, che hanno creduto in me, mi hanno sempre sostenuto e sopportato in qualsiasi momento, e lo fanno ancora oggi. Il punto di svolta principale viene da loro, e poi ovviamente una parte del merito va anche a chi mi ha fatto capire che c’è del potenziale in me.

 

Cosa ne pensi dell’attuale scena musicale italiana e cosa cambieresti per migliorarla?

Mi rendo conto che bisogna seguire i tempi di oggi, ma come prima cosa vieterei in assoluto l’uso dell’autotune, perché è un insulto per chi canta e lavora ogni giorno per migliorarsi. La seconda cosa: brucerei direttamente i testi che suggeriscono istigazione alla violenza. La musica deve migliorare chi l’ascolta, non deve peggiorare chi si rifugia in essa.

 

Per chi ti scopre oggi, quale altro tuo brano del passato consiglieresti di ascoltare per conoscerti meglio?

Proporrei di ascoltare “Spremute di luna”, un altro capolavoro dove io sono l’interprete. Ma sicuramente “E poi arrivi tu” mi rappresenta totalmente, perché parlo di me.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti imminenti e quale grande obiettivo sogni per il futuro?

Naturalmente ci sono tanti altri progetti di cui già mi sto occupando. Sicuramente dopo l’estate uscirò con un altro brano. Per quanto riguarda il futuro, il mio obiettivo è pubblicare un album completo con tutte le mie opere, ma comunque l’obiettivo principale è di non fermarmi, questo è sicuro.